Perché quella del Leicester è l'impresa sportiva più grande di sempre

- 10. Roger Walkowiak, Tour de France 1956
- 9. Steaua Bucarest, Coppa dei Campioni 1986
- 8. Verona, scudetto 1985
- 7. Kaiserslautern, Bundesliga 1998
- 6. Gustavo Kuerten, Roland Garros 1997
- 5. Nottingham Forest, First Division 1978
- 4. St. Louis Cardinals, Major League Baseball 2011
- 3. Danimarca, Europeo 1992
- 2. Grecia, Europeo 2004
- 1. Leicester, Premier League 2016
- Dieci anni dopo
Di imprese ne abbiamo viste tante, e ne abbiamo analizzate 150, ma quella del Leicester non ha eguali. Ecco la classifica delle 10 imprese più grandi di sempre: 7 su 10 vengono dal calcio.
A portare il Leicester in cima non sono solo lo spirito di squadra e la bontà del progetto, ma una serie di coincidenze che hanno reso la sua impresa la più straordinaria di sempre.
Per questa classifica abbiamo considerato eventi di circa 20 sport, accomunati dal fatto di essere sorprese costanti, non rimonte o singoli exploit. Non abbiamo incluso lo sport universitario né le Olimpiadi, dove, lontano dai riflettori o per la formula del torneo, le sorprese sono più frequenti. Il calcio domina la lista proprio perché è lo sport in cui è più difficile ribaltare i pronostici. Partiamo dal decimo posto.
10. Roger Walkowiak, Tour de France 1956
Il ciclismo, sport individuale, si presta di più alle imprese, ma questa è incredibile. Walkowiak era uno sconosciuto fuori dai favoriti: sfruttò l'assenza dei big e una fuga fortunata, e soprattutto riuscì a riprendersi la maglia gialla dopo averla persa.
9. Steaua Bucarest, Coppa dei Campioni 1986
La Coppa dei Campioni più incredibile, insieme a quella del Porto di Mourinho. La Steaua ebbe sorteggi fortunati, ma seppe sfruttarli battendo in finale il Barcellona, che giocava per la sua prima coppa. Fino ad allora in Europa non aveva ottenuto quasi nulla: solo un quarto di finale di Coppa delle Coppe, dieci anni prima.
8. Verona, scudetto 1985
Lo scudetto più sorprendente della storia della Serie A, spesso paragonato a quello del Leicester a torto: il Verona partiva da una buona posizione di classifica e aveva in squadra Briegel, vicecampione del mondo. Resta però enorme la distanza che colmò rispetto alla Juventus di Platini, al Napoli di Maradona, all'Inter di Rummenigge, alla Roma di Falcao, all'Udinese di Zico e alla Fiorentina di Socrates.
7. Kaiserslautern, Bundesliga 1998
Un'altra impresa accostata a quella del Leicester. Era una neopromossa, ma pur sempre una nobile decaduta: aveva vinto il campionato pochi anni prima ed era allenata da Otto Rehhagel.
6. Gustavo Kuerten, Roland Garros 1997
Molti tornei di tennis sono stati vinti da outsider, da Becker a Wimbledon a Chang e Wilander a Parigi, ma ognuno di loro aveva già vinto qualcosa. Kuerten no: il Roland Garros fu il primo torneo della sua carriera, e la sua prima finale.
5. Nottingham Forest, First Division 1978
Il triennio del Forest, con il titolo inglese e poi due Coppe dei Campioni, è l'epopea più incredibile nel suo insieme. L'impresa più grande però è il primo titolo, vinto da neopromossa e senza aver mai vinto nulla prima. È quinto solo perché, a differenza del Leicester, aveva due campioni: Shilton, portiere titolare dell'Inghilterra, e Gemmill, stella della Scozia.
4. St. Louis Cardinals, Major League Baseball 2011
I Cardinals rischiarono di restare fuori dai playoff. Poi batterono i campioni della loro division e, in finale contro i Texas Rangers, rimontarono due volte fino a vincere le World Series.
3. Danimarca, Europeo 1992
La storia è nota: la Danimarca non si era qualificata e fu ripescata dalla UEFA al posto della Jugoslavia, esclusa per la guerra. Un torneo a 8 squadre e 5 partite, e una Danimarca che era comunque una buona squadra, non una vera outsider.
2. Grecia, Europeo 2004
Potrebbe stare al primo posto a pari merito. In un Europeo a 16 squadre la Grecia partiva quindicesima nelle quote, finì nel girone con i padroni di casa del Portogallo, li batté all'esordio e di nuovo in finale. Nel mezzo eliminò la Francia campione in carica e la Repubblica Ceca. Nessuna stella, e in panchina di nuovo Otto Rehhagel.
1. Leicester, Premier League 2016
Ed eccolo. Non lo racconteremo tutto, ma elenchiamo i motivi di un successo così straordinario. Se te ne capita uno sei fortunato, se ne capitano due lo sei molto, ma tutti insieme...
- Il Leicester non era nessuno. Mai stato in lotta per il titolo negli anni recenti.
- Non aveva nessuno. L'unico nome noto era il portiere Schmeichel, figlio d'arte.
- Veniva da una salvezza all'ultimo. Il suo obiettivo era il quindicesimo posto.
- Tutte le favorite hanno fallito. Chelsea, Manchester United, Manchester City, Arsenal, il Liverpool che esonerò Rodgers troppo tardi. E il Tottenham, alla sua migliore stagione da mezzo secolo, non bastò.
- L'entusiasmo. Di solito dopo marzo le squadre sorprendenti calano. Il Leicester invece crebbe, guidato dall'esperienza di Claudio Ranieri.
- Jamie Vardy. Uno che non aveva mai fatto nulla ad alti livelli, esploso all'improvviso.
- Riyad Mahrez. Miglior assistman e secondo miglior giocatore del campionato.
- N'Golo Kanté. Il cuore della squadra e terzo miglior giocatore del campionato: il Leicester aveva i tre migliori giocatori della Premier.
- L'impossibile. Dalla zona retrocessione al titolo ci sono 17 posizioni. Se ne possono scalare 13, 14, forse 15. Scalarle tutte significa ribaltare la logica.
Dieci anni dopo
La favola non è durata. Dopo il titolo il Leicester arrivò ai quarti di Champions League nel 2017 e vinse la FA Cup nel 2021. Poi il declino: retrocesso dalla Premier League nel 2023, risalito vincendo la Championship nel 2024, di nuovo retrocesso nel 2025. Nell'aprile 2026, dieci anni dopo il titolo, è sceso in League One, la terza serie inglese. Anche questo rende l'impresa del 2016 ancora più irripetibile.



